C’era una volta

una ricercatrice-attivista-politopica-queer-femminista-militante-dissidente sessuale

che un bel giorno si rende conto che la sua creatività non deve per forza confluire esclusivamente in articoli scientifici.

 

Decide allora di liberare gli argomenti, le riflessioni, le teorie e le ricerche che la appassionano dalla carta stampata come unica forma di espressione scientifica e legittimata e comincia a trasformare le sue ricerche su genere, sessualità, corpo, dissidenza in performance collettive.

 

Nasce così Zarra Bonheur,

performer-accademica-attivista-postporno-politopica-queer-femminista-militante-dissidente sessuale, frutto del contagio «do it yourself» e dell’amore diffuso delle sue amiche.